15 febbraio 2018

IL REGNO DEL MALE di Sandro Ristori | Review party




Miei carissimi Booklions,
la recensione di oggi è dedicata a  IL REGNO DEL MALE di Sandro Ristori! #enjoy

---> La recensione è Spoiler Free <---

Informazioni e Trama

Titolo: Il regno del male
Autore: Sandro Ristori
Editore: Newton Compton
384 pagine
€ 9,90 (cartaceo) € 4,99 (ebook)

AMAZON | GOODREADS
TRAMA
Quando il sacerdote avvicina la fiamma al braccio di Kausi e Coral, il Segno si accende subito. E la loro vita è condannata: chi porta il Segno non può vivere con gli altri. I due ragazzi devono abbandonare il villaggio, valicare le Grandi Paludi, inoltrarsi in una terra di cui si parla solo nei miti e nelle leggende, e dalla quale nessuno ha mai fatto ritorno. Tutto il Regno è in ginocchio: da ovest una terribile epidemia di peste infuria e decima intere Regioni; il re è troppo debole e pavido per opporsi ai suoi avidi duchi e ai barbari che premono alle frontiere del nord; a sud intere popolazioni sono in marcia per sfuggire alla fame e alla guerra. E quando nella Tredicesima Regione l'erede del duca Courteneray finisce nelle mani di Rakha, ragazza dal fascino misterioso e con una strana luce negli occhi, gli eventi iniziano a vorticare sempre più velocemente, scatenando una tempesta capace di travolgere ogni cosa. Nobili corrotti schiacciano la miseria della plebe, l'ambizione e la sete di potere spingono oscuri personaggi a tramare nell'ombra.
Il Regno del Male di Sandro Ristori è il primo volume in una tetralogia fantasy, ambientata in un mondo che assume i tratti della nostra Epoca Medievale, tinteggiata da qualche elemento sovrannaturale.
Il mondo costruito da Ristori è decisamente complesso e dimostra una meticolosa ricerca storica che emerge soprattutto nelle descrizioni della peste e delle dinamiche sociali.

Nelle terre del Regno devastate da una terribile epidemia di peste che sta decimando la popolazione, si intrecciano le vicende di numerosi personaggi, i cui punti di vista si alternano di capitolo in capitolo. All'inizio ammetto di aver trovato qualche difficoltà nel seguire le vicende di così tanti personaggi diversi tra loro, ma una volta entrati nelle dinamiche della storia e dopo averli conosciuti un po' meglio, tutto diventa più semplice (un aiuto fondamentale nell'orientarsi sia dal narrativamente che temporalmente e spazialmente arriva dalle cartine e immagini poste all'inizio di ogni capitolo). Tra i personaggi, Coral e Kausi sono sicuramente i miei preferiti. Dopo che il Segno del male è comparso sul loro braccio durante l'Ispezione, i due ragazzi sono costretti ad abbandonare il loro villaggio nella Tredicesima regione e ad attraversare le temibili Grandi Paludi dalle quali nessuno ha mai fatto ritorno…

Ristori narra le vicende di questo mondo non così lontano dal nostro con uno stile secco, diretto, spesso brutale, con il quale ho davvero faticato ad entrare in sintonia. Non sono una lettrice che si scandalizza per improperi e parolacce, ma ci sono alcune parti del romanzo nelle quali ne sono state inserite davvero troppe (e soprattutto senza una particolare necessità) per i miei gusti.
Probabilmente lo stile cerca di rispecchiare l'essenza di un mondo brutale dominato dal Male in tutte le sue forme: la peste che uccide in maniera lenta, dolorosa e quasi sadica ogni essere umano non abbastanza forte da contrastarla; gli intrecci politici e il potere dei nobili e di tutti coloro che per nascita e non per diritto si trovano a dover decidere delle vite altrui senza scrupoli; la sciocca superstizione che genera paura e violenza senza senso.
Quel Male che risiede nel titolo stesso emerge da ogni pagina, restituendoci il ritratto di una terra che sembra impossibile da salvare. Al secondo volume l'ardua sentenza...

Il Regno del Male di Sandro Ristori è un romanzo che ha del potenziale e che mi sento di consigliare agli amanti di high fantasy come Il trono di Spade tanto per citarne uno, che amano le storie dirette e senza troppi fronzoli, ricche di battaglie brutali e all'ultimo sangue.


Rating in Segnalibri:
3

Che cosa ne pensate?
Share your thoughts!

HAPPY READINGS ❤,

14 febbraio 2018

Olga di Carta – JUM FATTO DI BUIO di Elisabetta Gnone | Recensione




Miei cari lettori,
oggi vorrei parlarvi di un romanzo bellissimo che ho letto qualche settimana fa, si tratta di Jum fatto di Buio  di Elisabetta Gnone, secondo romanzo della serie Olga di Carta.
Se ancora non conoscete questa serie, vi consiglio di leggerla, sono certa che l'amerete tanto quanto me ! ❤

---> La recensione è Spoiler Free <---

Informazioni e trama

Titolo: Olga di Carta. Jum fatto di Buio
Autore: Elisabetta Gnone
Serie: Olga di Carta #2
Editore: Salani Editore
Data di pubblicazione:  6 novembre 2017
Lingua: italiano
TRAMA: Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare...
È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.
Con uno stile armonioso che ha il sapore delle fiabe di una volta, Elisabetta Gnone riesce ancora una volta a compiere la magie delle magie, trasportandoci nel piccolo paesino di Balicò.
Insieme alla dolcissima e generosa Olga Papel conosciamo personaggi dalle vicende uniche nel loro genere (il mio preferito? l'elettricista in pensione che vive al buio dopo aver portato la luce in tutta Balicò), capaci di far risuonare la loro profonda essenza in modo più ampio. In ognuno di quegli abitanti, infatti, sembra quasi di  riconoscere caratteristiche e vicende che appartengono a persone che hanno intrecciato almeno una volta la loro strada con la nostra.

"Il protagonista si chiama Jum e non è proprio un tipo allegro.
Tanto per cominciare, cammina trascinando il suo peso, lento e molliccio come una lumaca."

La storia che questa volta la piccola Papel decide di raccontare ha per protagonista Jum fatto di buio, un essere meschino che si nasconde nel buio e che si nutre delle lacrime delle persone tristi. A causa delle distorsioni provocate dal passaparola, in poco tempo si sparge il panico in tutta Balicò terrorizzando gli abitanti, i quali vittime della suggestione e superstizione credono che un vero e proprio mostro si aggiri di nascosto tra le ombre del bosco nutrendosi di malcapitati.

Solo Olga potrà portare luce in questo mistero. Regalando un piccolo racconto con Jum come protagonista a tutte le persone che incontra, Olga svelerà l'unica arma capace di sconfiggere Jum una volta per tutte… una bella risata!

Ciò che ho più apprezzato e amato di questo romanzo è proprio il modo in cui si svolge la storia, la sua struttura: come in una sorta di scatola cinese, i racconti nel racconto si schiudono uno dopo l'altro, dipingendo l'immagine di questo essere oscuro e temibile che compare laddove c'è tristezza e sofferenza. E dato che l'oscurità derivante dalla tristezza assume forme diverse per ciascuno di noi, Olga narra tanti diversi episodi quanti sono i personaggi che a Balicò hanno bisogno di sentirne uno. Le storie di Olga infatti sembrano adattarsi perfettamente ad ogni ascoltatore portando speranza nel cuore di ognuno di loro (e noi stessi).
Jum infatti è fatto di quelle tenebre che avvolgono le persone che hanno subito una perdita, qualunque essa sia (una persona cara, il proprio animale, l'ispirazione, uno scopo, la speranza…), generando tristezza e quelle stesse lacrime di cui Jum si nutre…
Le storie di Olga, tuttavia, insegnano che per quanto grande e profondo sia il vuoto che sentiamo dentro, per quante lacrime abbiamo versato… arriverà un momento in cui un pensiero, un ricordo, un amico, un animale o anche il semplice cinguettio di un uccellino in una limpida giornata d'autunno tornerà a far spuntare un piccolo e dapprima incerto sorriso sulle nostre labbra. E sarà la luce e il calore scaturito da quel sorriso a spazzare via il freddo e l'oscurità di Jum.
Perché noi siamo luce e non possiamo fare altro che splendere, sempre.

Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene.

Ed è qui, secondo me, che risiede il grande potere di questa scrittrice: nella capacità di regalarci avventure originali, magiche, il cui significato profondo trascende il livello del racconto, accomodandosi tra le monotone pieghe della nostra vita quotidiana, adattandosi ad ogni storia personale ed ogni età.
Olga di Carta – Jum Fatto di Buio di Elisabetta Gnone è un romanzo che scalda il cuore e insegna a ritrovare la luce quando tutto sembra spento, un libro da leggere e rileggere nel tempo a grandi e piccini.

Rating in Segnalibri:

5

Che cosa ne pensate?
Share your thoughts!
HAPPY READINGS ❤,

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...